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Rivista di studi Geopolitici

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    Pinochet affidò le sorti economiche del Paese ai Chicago Boys – giovani economisti cileni istruiti presso l’Università di Chicago e fortemente influenzati dalla dottrina capitalistica e del libero mercato – che ben presto svilupparono una legislazione liberista e favorevole ad una forte privatizzazione di tutti i settori dell’economia cilena e senza risparmiare il sistema pensionistico e scolastico. Prendiamo in esame quattro tematiche critiche nell’attuale Cile: il sistema scolastico, la condizione dei minatori e del mercato del rame, il sistema pensionistico e la “Ley Antiterrorista”.

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    Informazione e guerra sono da sempre profondamente legate tra loro: l’informazione è comunicazione della guerra, ma è anche comunicazione in guerra. Carlo Jean ha parlato di informazione come “moltiplicatore di potenza”: informazione, nel Terzo Millennio, è arma e terreno stesso di scontro, il web è teatro di attacchi e contrattacchi, semplici virus da computer sono in grado di paralizzare e preoccupare interi Stati i quali, a fianco dei tradizionali eserciti di professionisti in divisa, cominciano a valutare l’ipotesi di schieramento di truppe di hacker (spesso poco più che ragazzi), capaci di mandare in tilt i sistemi informatici del nemico. La geostrategia globale deve dunque prepararsi ad affrontare le “nuove guerre” e, con esse, nuovi paradigmi e nuove dottrine geopolitiche.

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    27 luglio, due giornate di tensioni sui valici di confine Bernjak e Jarinje nella zona nord del Kosovo, municipalità di Mitrovica, si concludono con l’esplosione di un ordigno e scontri che provocano la morte di un poliziotto kosovaro e il ferimento di altri tre. La tensione è salita in seguito alla decisione di Pristina di inviare ufficiali di reparti speciali della polizia kosovara a prendere controllo dei valici nord 1 e 31 che collegano il Kosovo con la Serbia. La decisione ha scatenato la risposta della minoranza serba maggioritaria nell’area, che non riconosce l’autorità di Pristina e continua a fare riferimento alle istituzioni serbe che svolgono de facto la maggior parte delle funzioni amministrative sul territorio.

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    Le dimissioni di Stark dalla BCE sono apparse alla comunità internazionale come la presa di distanza tedesca dal modo di gestire le economie in crisi e intese - dalla stessa Germania - come un modo per testare la propria leadership ed influenza nel mondo finanziario. E visti i risultati negativi in Borsa nei giorni successivi, sembra proprio che la Germania continui ad essere ancora determinante ma, se è vero che l’Europa ha bisogno della potenza tedesca, a sua volta la Germania ha bisogno dell’UE dal momento che solo la compattezza comunitaria può attirare capitali e garantire altrettanta compattezza da parte degli investitori.

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  • 10/05/11--03:24: Paolo Sensini, Libia 2011
  • Paolo Sensini Libia 2011 Prefazione di Giovanni Martinelli, Vescovo di Tripoli Jaca Book,  Milano 2011 ISBN 978-88-16-41123-4 174 pagine €  12,00 Il Libro Il 2011 non è solo il 150° anniversario dell’unità d’Italia, ma è anche l’anno in cui ricorre un’altra celebrazione meno onorevole da festeggiare per i governanti del nostro paese: il centenario della […]

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    Un gruppo terroristico armato ha ucciso il 2 ottobre ad Aleppo il dottor Mohamed Al Omar, dell’Università di Aleppo, e il figlio del Gran Mufti di Siria in un’imboscata sulla strada per Idlib. Cinque membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi e otto sono stati feriti da gruppi terroristici armati nel villaggio di Kafar […]

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    Le disposizioni del codice civile vigente, che parlano di beni demaniali (inusucapibili ed inalienabili), di beni del patrimonio indisponibile (inusucapibili, ma alienabili) e dei beni del patrimonio disponibile, ispirandosi al regime dei beni, anziché alla loro funzione (cadendo anche in palesi errori, come dimostra il fatto che le foreste, incluse nel “patrimonio indisponibile”, vengono poi considerate come rientranti nella nozione del “demanio forestale dello Stato”), hanno da tempo offuscato la summa divisio tra res in commercio e res extra commercium, o, se si preferisce seguire la terminologia di Gaio, tra res in patrimonio e res extra patrimonium, e soprattutto la stretta connessione esistente tra le res extra commercium e le res communes o publicae.

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  • 10/05/11--17:01: Capire le rivolte arabe
  • Presentazione del libro "Capire le rivolte arabe" (Firenze, 6 ottobre 2011). Relatori: Daniele Scalea (co-autore, IsAG, "Eurasia"), Giovanni Armillotta ("Africana"), Vincenzo Durante (Università degli Studi di Firenze). Organizzazione: Circolo Vie Nuove, IsAG. L'evento rientra nel Ciclo 2011-2012 dei Seminari di Eurasia.

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    Sono passati 37 anni dal momento in cui, per la prima volta, venne rivendicato il diritto di autodeterminazione del popolo palestinese nel più grande consesso internazionale. Da allora ad oggi, l’annosa questione ha attraversato numerose trattative senza mai giungere alla costituzione dello stato palestinese né all’approvazione del tanto agognato diritto al ritorno. Il travagliato processo di pace dimostra oggi il suo insuccesso: per la terza volta, il leader palestinese si presenta all’ONU per chiedere il riconoscimento ufficiale dello stato palestinese.

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    Il 29 luglio scorso resterà nella storia della repubblica turca. Per la prima volta nello storico braccio di ferro tra istituzioni civili ed esercito è stato il secondo a fare un passo indietro: che si tratti di “aria di seconda repubblica” o meno il bastione del modello di stato ataturkiano è stato colpito.

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    A vent’anni dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica e dallo scioglimento del Patto di Varsavia (1 luglio 1991) la dialettica politico/militare tra la NATO e l’erede dell’URSS – la Federazione Russa – ha assunto un minor grado di scontro, basti menzionare la minore diffidenza a livello politico e la creazione del consiglio NATO-Russia. Malgrado la distensione successiva al periodo della “pax armata sovietico-americana”, tuttavia, la rivalità strategica tra le due potenze, emersa dalle nuove dottrine militari elaborate nel 2010, è spiegabile alla luce delle interpretazioni che la geopolitica classica ha fornito all’analisi delle relazioni internazionali.

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    L’annuncio che il presidente russo Dmitrij Medvedev e il Primo Ministro Vladimir Putin pianificano il cambio di posizione a marzo, è stato dipinto dalla stampa internazionale come un affare personale tra i due. Per l’analista messicano Alfredo Jalife, ridurre la politica russa a queste due figure è una manovra dei mass media per nascondere ciò che è realmente in gioco: il recupero della sovranità energetica russa e il suo riavvicinamento militare con i paesi BRICS, soprattutto la Cina.

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  • 10/07/11--17:02: Capire le rivolte arabe
  • Presentazione del libro "Capire le rivolte arabe" (Modena, 8 ottobre 2011). Relatori: Pietro Longo (co-autore, "Eurasia") e Daniele Scalea (co-autore, IsAG, "Eurasia"). Organizzazione: Pensieri in Azione, IsAG. L'evento rientra nel Ciclo 2011-2012 dei Seminari di Eurasia.

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    Sabato 8 ottobre si è tenuta a Modena la conferenza dal titolo "Capire le rivolte arabe", organizzata da Pensieri in Azione e IsAG e rientrante nel Ciclo 2011-2012 dei Seminari di Eurasia. Davanti alle circa 70 persone che riempivano la Sala conferenze della Circoscrizione Centro Storico, Daniele Scalea e Pietro Longo (redattori di "Eurasia" e autori del libro Capire le rivolte arabe) hanno parlato, rispettivamente, del ruolo dei media nelle rivolte e dell'Egitto e Bahrayn come casi esemplari di studio. La conferenze si è protratta grazie agl'interventi ed alle domande che hanno animato il dibattito col pubblico. Proponiamo di seguito il video delle relazioni di Scalea e Longo.

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    IX Forum di Rodi "Dialogo di Civiltà" (Rodi, 6-10 ottobre 2011). Tra i relatori Tiberio Graziani (IsAG, "Eurasia"). Organizzazione: World Public Forum "Dialogue of Civilizations".

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    È uscito il numero XXIII (2/2011) della rivista di geopolitica "Eurasia", intitolato GEOPOLITICA E COSTITUZIONI. Il volume, composto di 26 articoli su 256 pagine, tratta di come le leggi fondamentali influiscano sulla politica internazionale, ed in particolare di come l'ingegneria costituzionale etero-imposta sia stata rilevante nell'ultimo secolo per correggere la postura geopolitica di alcuni paesi rispetto alla potenza egemone. Ecco di seguito l'elenco ed un breve sommario di ciascuno degli articoli presenti in questo numero.

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    Dopo la breve estate liberale di Medvedev, il cui culmine è stata l'intesa, vacua quanto obbligata, con Obama sulla riduzione dei rispettivi arsenali strategici nucleari (START III), e la presentazione del 'reset' dei rapporti russo-statunitensi, un bottone che non è mai stato premuto, si rimette in marcia il percorso verso la ricomposizione dello spazio geostrategico e geopolitico eurasiatico. Il primo ministro russo Vladimir Putin ha scritto un articolo pubblicato sulle Izvestia, accennava all'Unione Eurasiatica quale potente alleanza economica. Il Segretario di Stato dell'Unione di Russia e Bielorussia, Pavel Borodin, non sarà rieletto per un nuovo mandato: al suo posto si punta su Aleksandr Dugin.

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    A dieci anni dall’intervento statunitense e della NATO, l’Afghanistan si trova in una condizione sempre più difficile. Unitamente all’incertezza del futuro politico afghano si registra negli ultimi mesi l’incapacità degli Stati Uniti di gestire l’intricata situazione interna; questa è legata a una sorta di “dilemma” nel considerare il proprio approccio nei confronti del Pakistan, paese indispensabile per la sua posizione geopolitica. Islamabad non intende abbandonare l’influenza sull’Afghanistan poichè percepisce la propria sicurezza legata a doppio filo con Kabul. Il recente avvicinamento tra Karzai e l’India può complicare la situazione.

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    Il 6 ottobre 2011 su invito del rettore dell'Università Statale Russa di Economia e Commercio (RSUTE) e presidente del Comitato russo di solidarietà con i popoli della Libia e della Siria Sergey Nikolaevich Baburin, l'ambasciatore della Repubblica Araba Siriana in Russia Sua Eccellenza Mohamed Riad Haddad ha tenuto un discorso presso una sala dell'Università.

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    Si potrebbe essere tentati di considerare il documento del premier russo Vladimir Putin, "Un nuovo progetto per l'integrazione del Eurasia: Il futuro in divenire", che è stato pubblicato sulle Izvestia del 3 ottobre 2011, come un programma tracciato sommariamente da un concorrente delle elezioni presidenziali; ma dopo un controllo, sembra essere solo una parte di un quadro più ampio.

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